


Abitato fin dal paleolitico, come dimostrano gli studi più recenti, il territorio della Comunità Montana del Metauro ha restituito tracce e documenti della presenza di popolazioni quali i Piceni, gli Umbri e i Galli.
In epoca romana il centro principale dell’intera valle fu Forum Sempronii, importante municipium romano, fondata attorno al 220 a.C. dopo l’apertura della via Flaminia e il conseguente trasferimento di cittadini romani in queste zone.
Nel secolo successivo ospitò Caio Sempronio Gracco, tribuno della plebe ed incaricato dell’attuazione della Legge Agraria del 133 a.C. in queste terre. Egli diede il nome alla città e riordinò il territorio con una centuriazione che ancor oggi è ravvisabile nei campi delle zone di fondo valle.
In seguito alle sanguinose invasioni barbariche, con devastanti incursioni lungo il corso del Metauro, le popolazioni della valle si spostarono sui colli circostanti per fondare insediamenti più sicuri. Nascono in questo periodo pressoché tutti i borghi della Comunità Montana.
In epoca medioevale gran parte della vita delle popolazioni si svolge sulle colline, protette dai piccoli castelli e dedite, perlopiù, ad attività agricole e di piccolo artigianato.
All’inizio del XIV secolo, in seguito alla cosiddetta “Sistemazione albornoziana”, il territorio di Fossombrone entrò a far parte dei domini malatestiani, mentre diversi comuni - Mondavio, Orciano, Barchi, San Giorgio, Montemaggiore, Piagge - sono annessi al Vicariato di Fano.
Nel Rinascimento buona parte del territorio viene aggregato al Ducato di Urbino; per quasi duecento anni prima i Montefeltro e poi i Della Rovere governarono questi luoghi lasciando profondi segni nell’aspetto dei paesi e della città di Fossombrone.
Nel 1631 le terre dell’antico Ducato di Urbino vengono devolute allo Stato della Chiesa e tutti i comuni della Comunità Montana ricadono sotto l’autorità del Papa, riuniti nella Marca Pontificia. Con l’unità nazionale il territorio entrerà a far parte dello stato italiano, seguendone le vicende storiche.